Zen Rinzai Rinzai-shū (臨済宗, Scuola Rinzai) La scuola Rinzai incoraggia un attivo perseguimento dell’illuminazione (bodhi, satori) attraverso la meditazione sia seduta che attiva, ma anche grazie a shock addizionali derivati dai kōan o dagli sforzi strenui uniti alla disciplina quotidiana. E’ una delle tre scuole del Buddhismo Zen che si è affermata sia in Asia che in Occidente. In Italia, grazie all’insegnamento di Luigi Mario Engaku Taino e di Leonardo Anfolsi Reiyo Ekai, la scuola rinzai ha perso il suo aspetto più marziale ed ha sviluppato un florilegio di tecniche che mantengono l’energia ed il coraggio implicati in questa pratica.

Lo Zen Rinzai deriva direttamente dalla scuola cinese Chán di Linji, da cui prende il nome, fondata da Línjì Yìxuán nel IX secolo. Essa si caratterizza oltre che per la meditazione seduta, lo zazen, anche per l’utilizzo di quei rebus chiamati kōan, e per il satori, l’illuminazione improvvisa. A questi due aspetti ho personalmente aggiunto l’esercizio di antiche tecniche dell’energia che nella scuola rinzai vennero praticate segretamente nei secoli passati. Finalmente, con una attenta ricerca storica ne ho trovato “l’eggregore” e sono riuscito a tracciarla nei secoli fino ad oggi, grazie ai miei studi di storia e all’incontro con un maestro eccezionale, Yamada Mumon – la cui vita fu salvata da queste tecniche – e con l’attuale abate del Tempio Shoinji, il monastero storico del maestro Hakuin, in Hara, prefettura di Shizuoka in Giappone. L’abate Myamoto Emmyo volle esprimermi l’importanza di questi insegnamenti e ringraziarmi per portarli in Occidente. in quanto discendente come il Maestro Taino e me di Hakuin Ekaku, ed in più abate del suo tempio storico, ha voluto darmi qualche spiegazione a riguardo della concentrazione sul tanden e la meditazione relativa. Anche il Prof. Paul Harrison, esperto di Buddhismo e cattedratico alla Stanford University, mi incoraggiò a proseguire la mia ricerca e concordò su molti aspetti innovativi delle mie scoperte storiche. In particolare eravamo allibiti a riguardo di quanto è stato scoperto sulla connessione fra Tibet e Zen cinese (Chán) grazie agli antichi rotoli trovati nelle grotte di Dunhuang, a Mogao, in Cina. In quegli stessi rotoli viene definita una pratica meditativa  Chán dalle importanti implicazioni riguardanti lo sviluppo dell’energia.

Oltre a quanto si è detto, anche di conseguenza alla pratica del coraggio e della forza tipica dei samurai giapponesi, sovente addestrati in un monastero rinzai, nella nostra scuola si è formata nei secoli un metodo che lavora, sulla base della meditazione seduta, anche con la nostra energia, rafforzandola e rendendoci capaci di farla circolare; nel XVIII secolo il Maestro Hakuin Ekaku la chiamò “naikan”.

In Giapponese, “naikan”, significherebbe “introspezione” ma come concetto deriva certamente da quello cinese di “neidan” che significa “alchimia/cinabro/miniera interna”.

Scaramuccia, near Orvieto. Zenshinji buddhist temple. The zen monk Engaku Taino (Luigi Mario) founded the Zenshinji Scaramuccia’s temple in 1973 near Orvieto.

Leonardo Anfolsi è stato formato dal Maestro Engaku Taino sotto l’egida del Maestro Taishitsu Yamada Mumon, fra i più amati maestri di buddhismo nel Giappone contemporaneo e preside dell’Università Imperiale Hanazono, il quale ha ricevuto ritualmente Leonardo Anfolsi, quando era un giovane monaco. Leo è  stato riconosciuto come maestro anche da un celebre Lama tibetano, il XXII Gomo Tulku Sonam Rinchen.
Infatti si è anche formato nell’insegnamento segreto di maestri buddhisti tibetani come Kalu Rimpoche (1905-1989), Chőgyal Namkhai Norbu R., Nyoshul Kenpo R. (1932–1999), e del maestro bonpo Tenzin Namdak R.
Ha ricevuto i sei Yoga di Naropa – che ha praticato assiduamente – da S. S. il Dalai Lama in Dharmasala nel 1990, avendone le istruzioni complete.
Ha insegna nelle scuole americane e italiane meditazione e buddhismo e tiene conferenze e workshop sulla tecnica zen-naikan che ha mutuato dalla tradizione del suo stesso lignaggio zen. Ha svolto attività istituzionale per l’UBI, l’Unione Buddhista Italiana, sotto l’egida della quale sta organizzando il Progetto Mumonji.