Le regole per pregare con potenza:

pregare a fronte alta e senza intrecciare le mani in un atto di supplica

affermare quello che già è la meraviglia del divino usando una formula o le parole di una Tradizione integra o almeno potentemente risuonante in noi; la ripetizione fine a sè di parole note o ignote ha nullo senso quando non corrisponda a un sentire evocante preciso: quindi non “evocativo” inteso ad “abbellire spiritualmente” i nostri giorni, ma atto senza remore a richiamare volutamente forze superiori ispiranti, protettive, potenzianti

ricercare la beatitudine è essenziale; è inutile stornarsi dai piaceri carnali quando invece è necessario elevarsi nella gioia spirituale ove non abbiamo bisogno di nulla perché è stato trovato il regno dei cieli – e allora tutto ci è dato di conseguenza.

ringraziare questa meraviglia così intima in noi e che vediamo ovunque; quindi ciò può essere espresso evocando o invocando, nei confronti del Tutto o di parte di esso, della Divinità o di una Divinità, ovvero dell’Assoluto o di un Archetipo, partendo tuttavia sempre dal Primo

pensare a tutti mandando loro amore e comprensione (anche se sono i nostri “nemici” nel divino teatro del mondo) perchè è nostro dovere proiettare una Pura Terra nella nostra mente, un archetipo del nostro futuro più beato e di quello del mondo e di chi ci vive attorno e dentro; la Pura Terra emanerà ovunque splendore e libertà e ci porterà beatmente nei nostri giorni

pregando liberamente non si cercano parole speciali ma è parlare o tacere con un moto potente di tutto il proprio essere e senza immaginare/interpretare l’Eterno ma eventualmente, consapevolmente, avvicinandoselo

chiedere di essere la “grondaia” del potere divino e di comprendersi in quanto mistero come la scaturigine stessa di tale splendore, e non in quanto “persona”

lasciarsi andare nell’emozione di essere al contempo tutto, qualcosa e nulla (non “poco e non “molto”) fino a scomparire per riapparire nel Tutto; facilmente si può impostare di ciò un sentimento, che finalmente risalirà verso l’emozione innata, la “prenozione” di quell’Io Sono che è preverbale, che è un rapimento sempre nuovo e tuttavia innato

chiedere di poter agire completamente dove stiamo per essere mandati, ancora una volta, dove si deve essere

concludere creando una continuità sia fino alla prossima preghiera ed anche nel quotidiano mettere in un gesto poco rilevabile (che so: alzare una mano – schioccare le dita – toccarsi con un dito fra gli occhi – baciarsi il dito indice messo ad anello col pollice) la sintesi della chiamata dello “stato di preghiera e beatitudine” ovvero della comunione con l’Eterno; questo deve darci un tremore esaltante e beato

Rev. Leonardo Anfolsi Reiyo Ekai

SALMI DI DAVIDE – 91

SUB UMBRA ALARUM TUARUM J+H+V+H+


1 Chi dimora nel riparo dell’Altissimo, riposa all’ombra dell’Onnipotente.

2 Io dico all’Eterno: «Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio DIO, in cui confido».

3 Certo egli ti libererà dal laccio dell’uccellatore e dalla peste mortifera.

4 Egli ti coprirà con le sue penne e sotto le sue ali troverai rifugio; la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.

5 Tu non temerai lo spavento notturno, la freccia che vola di giorno,

6  la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio che imperversa a mezzodì.

7 Mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra, ma a te non si accosterà.

8 Basta che tu osservi con gli occhi e vedrai la retribuzione degli empi.

9 Poiché tu hai detto: «O Eterno, tu sei il mio rifugio», e hai fatto dell’Altissimo il tuo riparo,

10 non ti accadrà alcun male, né piaga alcuna si accosterà alla tua tenda.

11 Poiché egli comanderà ai suoi Angeli di custodirti in tutte le tue vie.

12 Essi ti porteranno nelle loro mani, perché il tuo piede non inciampi in alcuna pietra.

13 Tu camminerai sul leone e sull’aspide, calpesterai il leoncello e il dragone.

14 Poiché egli ha riposto in me il suo amore, io lo libererò e lo leverò in alto al sicuro, perché conosce il mio nome.

15 Egli mi invocherà e io gli risponderò; sarò con lui nell’avversità; lo libererò e lo glorificherò.

16 Lo sazierò di lunga vita e gli farò vedere la mia salvezza.

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