Ogni giorno alle 19:30 invito tutti i miei amici, conoscenti, allievi e tutte le persone di “buona volontà” a connetterci assieme.

La mia è una proposta serena e senza altro fine che quello di connettere tutti ad un sentire ampio, amorevole, positivo, vincente, potente, realizzativo nelle cose e nello spirito. Non è la “mia” proposta ma un dono ispiratomi che già appartiene a tutti; non ha un copyright, per cui invito tutti a tramandarla però spiegandola bene, rimandando le persone a questa pagina [se vuoi copia e incolla il link]

leoanfolsi.com/tutto-si-connette-se-vuoi

o facendo in modo che si tramandi intatta. Se preferisci fai pure copia/incolla del testo e mettilo sul tuo sito, pagina Facebook o Truth, chat di Telegram o blog; puoi citare o no il mio nome, fai come preferisci, ma ti chiedo di non avere in mente secondi fini ma solo il desiderio di

accomunare individui liberi e pensanti

condividere amore, forza, creatività e gioia sempre di più

lasciare che le persone – grazie a questo dono – senza saperlo possano agire in sincronia per la libertà

lasciare tutti liberi di affermare i propri principi profondi (filosofici – religiosi – spirituali)

creare una teurgia nazionale che vinca la follia materialista del “mors tua vita mea”: ognuno sia il “patriota” della libertà della propria gente

non usare questo dono per diventare un opinion-leader di altri ma un servitore di tutti: il maestro è il servitore/libero di tutti che non si fa incastrare da nessuno, nemmeno da se stesso, e così servendo liberamente tutti nella gioia si intravvede la strada per la vera maestria.

Il precedente di tutto quanto sto proponendo è questo: 1- sulla base della tua pratica spirituale, dei tuoi convincimenti, della poesia che senti sgorgare da te come atto divino, trova una frase, una parola che diano il senso preciso e potente del tuo amore per lo splendore e della tua gioia nel percepirlo 2- impara a metterlo in un solo pensiero che al contempo a) ti faccia rizzar i peli b) ti dia estasi c) ti faccia sobbalzare con un brivido di rinnovata energia d) ti dia una pace feconda, creativa, accogliente e) e ti lasci con la voglia di ripetere ancora e ancora questo gesto dell’anima

Cosa facciamo insieme alle 19:30?

Inizia facendo così: ogni giorno alle 19:30 hai pronta una sveglia sul tuo cellulare che suonerà in modo gioioso. È in quell’istante che ti ricorderai di tutti i tuoi amici e di coloro che ti vogliono bene e con il gesto che preferisci evocherai di colpo tutto l’amore, il potere (sì!), la gioia e la bellezza di quella intima comunione.

Può essere uno schiocco di dita, o un gesto di lancio, comunque qualcosa che non ti imbarazza se sei in pubblico, per esempio potrebbe sembrare che ti viene in mente qualcosa (schiocco!) o che indichi una direzione o verso l’altro (“gia!”) spingendo il dito (“là”) o girandolo come ponderando (“mmh!”) o rimandando (“domani…”) ma DEVE DARTI UNA SCARICA DI GIOIA POTENTE

Ad occhi aperti, mentre fai il tuo “gesto” hai il senso preciso “che tutti quanti sono con te” e ne provi l’emzione immensa, sempre più immensa e viva e sempre più, al contempo, in te e ovunque. Se sei con altri, ti sposti, ti assenti un attimo e “bum!”.

I nativi americani dicono “akalottahey” evocando tutto il vivente e gli antenati/guida, i cristiani invocano la “comunione dei santi”, gli shivaiti dicono “bolenath” chiamando “tutti i nath” cioé i “signori”, gli zen si inchinano tre volte profondamente alzando da terra le palme delle mani verso il cielo, i sufi si dicono sottovoce “(la hilele) illallh!”, i lama tibetani recitano “om mani padme hum” per dire che tutto è perfetto e che tutti sono abbracciati dalla compassione divina, nell’antico occidente la vita di tutto e la Comunione del vivente era sentita con la “E” di Delfi e recitavano “evohé” e “e nos lases iuvate…”.

Mettici dentro una “parola di evocazione” – che può essere una sola parola o una brevissima frase – che affermi quanto fai: un bambino che conosco dice “expecto patronum!” come nei film di Harry Potter, questo mi ha molto commosso. Un amico teologo dice “cristus vincit”, un amico ebreo “shemà israel” chiamando “Israele” anche tutti i suoi amici. Potrai cambiarla se vuoi, ma dopo qualche mese che la pratichi, se ti è possibile, mantieni per sempre quella. Se sei in pubblico dì la tua parola in silenzio.

Mi piace ricordare che come “parola di evocazione” Gustavo Adolfo Rol diceva: “io sono il cinque verde” sintetizzando tutto un suo percorso e dentiure profondo. Sì, questa è una evocazione e racconto tutto questo per mostrare come ognuno abbia la propria “magia” ovvero il proprio modo funzionale, sensibile, pratico quindi potente per richiamare in sé il tutto e la comunione di tutti.

Ovviamente puoi praticare questa stessa “chiamata” in vari altri momenti del giorno e della notte. Anzi, te lo consiglio, così diventi sempre più forte e chiaro in quiesto sviluppo meraviglioso. Noi viviamo di amore, non di opinioni o di certezze, ma nel cambiamento e nella gioia che condividiamo in semplicità. Da qui parte la meditazione profonda, non prima.

Speranza e paura sono lasciate andare nella celebrazione del momento presente e delle nostre intime connessioni.

Da qui partono la vittoria e anche l’illuminazione resa vita reale. Che siate tutti vittoriosi, che siate tutti quanti questo mondo nella sua più elettrica e vertiginosa interezza. Un grande inchino a tutti voi e in particolare a TE

Rev. Leonardo Anfolsi Reiyo Ekai