e ciò che sarebbe Spirituale Esoterico Occultistico & (veramente) Iniziatico

Cosa è spirituale, cosa è esoterico, cosa è occultistico, cosa sarebbe VERAMENTE iniziatico.

“Spirituale” sarebbe uno stato di coscienza sinceramente iniziatico, che è esoterico perché in genere distante anni luce dalla persona distratta che combatte col mondo e con sé stessa, che è “iniziatico” perché comporta un passaggio che trasmuta l’esperienza di un individuo, e che potrebbe essere occultistico se qualche esoterista francese lo ammantasse di quell’epos tempestoso e romantico che tanto piace a noi uomini di un secolo materialista che ha perso ogni senso del sacro e quindi ogni percezione “dell’aura”, come direbbero Zolla o Hilmann.

Quell’ammantarsi, per intenderci, piaceva un sacco e una sporta anche al buon Palaprat, l’eroe ri-fondatore dell’Ordine del Tempio nella migliore versione “templarista” attuale.

“Spirituale” potrebbe anche voler dire qualcosa di “santo” ovvero – etimologicamente – “sancito”; così era inteso nel culto pubblico romano e così fu inteso anche nella Chiesa: fai quel gesto ed hai salva l’anima se la tua intenzione va di conseguenza all’atto… Questo i romani neanche se lo chiedevano, per loro l’atto era a corpo quasi unico col sacro, ed era non salvifico ma eroicamente inteso, faccenda che ha dato loro potere, ma alla fine la caduta. Abbiamo un parallelo di questa visione nel culto shinto, anch’esso basato sul legame rituale cogli antenati e gli archetipi: ancora oggi ho ritrovato in Giappone dei gesti rituali che designano alcuni lavoratori – es. capostazione e autista di corriera – come “sacerdos”.

I cristiani invece parlano di “esercizio eroico delle virtù” che suona molto bene, altro che, ma che implica una netta distanza dal mondo che quindi appare di per sé “uius mundi” e quindi, quanto meno, funesto a causa del Princes più stronzo di tutti, che però, inavvertitamente a causa della mancanza di gnosi così tipicamente cristiana, viene evocato in massa. Sia chiaro: io non derido né critico la “fede”, anzi apprezzo e ammiro chi ci si confà con dedizione e coraggio, ma consiglio a chi ne fa uso di riconoscerne i potenziali effetti a livello di massa; in particolare quando mancasse pandemicamente la gnosi in quella collettività.

Cosa è la gnosi? Una esperienza spirituale realizzativa – fa testo un cambiamento radicale di percezione di sé e del mondo – che diventa insegnamento tecnico e specifico sui passi da compiere per avvicinarsi a tale completa libertà spirituale e umana.

La gnosi è spirituale, esoterica, iniziatica e, al peggio, pure occulta, ma solo quando è francesizzata, direbbe Reghini.

Quindi: un errore che si può rinvenire sovente è la confusione fra EFFETTO di una sincera spiritualità, col rituale o i concetti abitudinari che l’ammantano.

E, tuttavia, una vecchietta che dica sinceramente il rosario risulta del tutto non misurabile come lo è un lama tibetano che abbia sviluppato la compassione a abbia mantenuto i propri voti intatti.

Se invece il lama in questione avesse realizzato, che so, il calore interiore o l’estasi completa dumo, o il proprio corpo di luce innata, sia esso Ghyulu o Jalu, allora potremmo dargli una bambolina in più e se la meriterebbe tutta. Scherzi a parte quello sarebbe il risultato VERO di tutto quanto affrontiamo, non la bambolina, ovvio, ma lo scoprirsi liberi anche dall’incarnazione.

Concludendo: può un buco in una montagna considerata sacra deturparne il profondo valore spirituale?

– La montagna è sacra per via della sua forza energetica alla quale diamo un valore religioso (rituale = o quanto è bello passare la domenica ammantati da quest’energia! / abitudinale = ci andremmo comunque perché ci hanno detto che il luogo è sacro)?

– La montagna è sacra perché + energia = + spiritualità tout court (il più BECERO OCCULTISMO)

– La montagna è sacra perché quell’energia io la dimoro trasformandomici TECNICAMENTE (con metodi acconci) realizzando stati di coscienza e una pienezza dell’esperienza INIZIATICI (si può arrivare a vivere in quella forza senza dimorarvi fisicamente)

E poi: fino a che punto diminuendo o bloccando un flusso di energia geologica si può bloccare quella evocabile e che dipende dal nostro potere di evocazione – ars memoriae – e dal percorso psico/neuronale che è interagente (ars notoria) fra me e la montagna (cellule cerebrali = minerali cristallini / mente (citta/manas) = vita biologica senziente e noumenica della montagna stessa)

La montagna è un nume? …O veramente gli egiziani pregavano il sole perché erano troppo arretrati e temevano che non potesse tornare più il giorno dopo?

La Montagna o il Sole possono offendersi?

Cosa possiamo fare noi in quel caso?

Ecco che qua, purtroppo, ogni fideismo si assomiglia, sia quello scientista/riduzionista/materialista, sia quello cristiano. A riguardo di ebrei e musulmani possiamo dire che hanno trovato qualche escamotage geniale anche se poco noto e molto “esoterico”, oltre che iniziatico. Sinceramente spero che i miei fratelli cristiani possano superare l’impasse che li intrappola, il che sarebbe una vittoria davvero, stavolta, epocale e definitiva proprio contro quella forza contraria da loro sentita ovunque tranne che nel luogo più evidente.

Ecco perché volli sfidare dame e cavalieri, da me beneamati, a una sorta di ritrovata “competenza percettiva” di quanto sarebbe “sottile” (ma vivo) con la stupida ma sentita domanda: “nel bagno della Sacra di San Michele – piastrellato di azzurrino – c’è un punto nel quale la “botta” che sale su per la montagna si sente più forte: in quale punto?”.

Io vivo di sfide e di contropiedi che gioco a me stesso, mi scuso se sono stato inopportuno.

Leonardo Anfolsi