essere aruspici oggi praticando la divinazione

In quaranta anni di pratica della divinazione ho imparato anche grazie a dei “begli” errori. Anche errori banali, sì, perché basta immettere una speranza qualunque e la “lettura” dei fatti viene inficiata.

Leggere i fatti, non le illazioni, è il mio compito e raramente permetto a qualcuno di chiedermi di divinare. E’ faticoso, prende ore di tempo e dovrei chiedere cifre esorbitanti.

Ora: se già ci dessimo una possibilità dell’80% di capire cosa succede, non sarebbe eccezionale? E se rispondendo riuscissimo almeno ad avere il 70% del polso della situazione? Questa considerazione è da calcolare con attenzione.

Non è da “considerare il calcolo” ma da calcolare una simile considerazione; con-sidera, vuole dire essere-uniti-alle-stelle. Perché? Perché per gli antichi la realtà era fatta soprattutto di “prenozioni”, dato che l’uomo sa già cosa è giusto, buono e bello, perché l’uomo è di natura divina. Se così non fosse, ovvero se ci convincessimo del contrario, allora, il mondo sarebbe per noi “casuale” e dovremmo con un calcolo di fredde “possibilità” metterlo in ordine. Questa immane idiozia ha creato il momento attuale ed il collasso del sistema di controllo che sempre più vedremo dissolversi.

Vivere in relazione con gli archetipi mi fa ARUSPICE.

Solo un eremita è un aruspice, e viceversa.

Se mi hai chiesto di divinare, sappi che potrei risponderti giorni dopo.

Non è facile, infatti, entrare in quel luogo dove poni domande per altri.

Quando mi si chiede: “quanto prendi?” non posso rispondere e chi non si fida perde il turno. Non lo faccio apposta, è che possiamo prendere tempo per decidere un prezzo e per pagarlo, ciò che più conta è capire cosa succede, quindi cosa è da accettare e cosa è da abbandonare in quella precisa circostanza.

Uso una infinita quantità di mezzi: dal sorprendente “palazzo mentale”, un metodo che fu usato anche da Gustavo Adolfo Rol, all’I Jing, a varie tecniche di “Mo” cioè la divinazione tibetana col rosario, coi dadi tramite un canale teurgico (Kyerim) che può essere dedicato a Sri Manjushri o Dorje Legpa, e ancora altri metodi.

Sulla teurgia ho due conferenze ma mettiti comodo e prendi tempo: 1) https://youtu.be/7bU7BILhBxg e 2) https://youtu.be/X2imhd4Q4go

E quando divino pratico riprove su riprove, e per questo divinare mi può prendere intere mattinate. Quindi se ti dico “sì” non sto scrutando nel tuo portafogli, ma nella mia fatica. Questo detto francamente, perché a me divinare piace, anzi, lo adoro, ma è molto faticoso.

Per la cronaca sono ministro di culto riconosciuto dallo stato italiano in quanto monaco e maestro di buddhismo zen rinzai ma ho passato la mia giovane età in ritiro anche con lama tibetani [https://youtu.be/nqFtu2rprq4] essendo stato riconosciuto come incarnazione di un eremita del passato. Se vuoi saperne di più: https://youtu.be/po009kgdY64