Lo so che non vanno di moda i proclami ma…

“Per capire il mistero della morte senza tirare in ballo troppa religione o – peggio – scienza, ci si riesce percependo il FATTO che è impossibile sparire e che il senso della nostra “identità” è stato addomesticato in modo banalizzante e patetico. Se resta un mistero possiamo viverlo senza averne una idea ma cadendoci dentro DA SEMPRE. Perché? Perché fuori dalle opinioni e dalle direzioni il tempo scompare restando nel silenzio della meditazione. Quando torna, poi, il tempo? Niente, è che non è mai esistito come nemmeno è mai esistita la nostra “identità” dato che è solo descrizione.Quando lo sai capisci che ad ogni passo – non solo quando mediti – ti tuffi nel tutto/uno/infinito/nome/zero allo stesso tempo. Ad ogni passo, senza sapere niente ma vedendo tutto.Medita tanto nel silenzio assordante delle galassie e cammina fra la polvere delle stesse galassie lontane. Non puoi evitare di andare-verso-il-lasciar-andare proprio mentre siedi in silenzio e mentre cammini, ma è meglio che lo fai prima che le abitudini ti catturino. Ci riesci di sicuro quando impari a meditare senza chi medita, mentre mediti”.

Leonardo Anfolsi Reiyo Ekai